Il 21 novembre a Bologna nasce il primo“Defibrillation Day”, una giornata interamente dedicata alle tematiche della rianimazione cardio polmonare che ha l’obiettivo di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e di preparare meglio tutti gli interessati. L'arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di decesso nel mondo: può colpire chiunque, in qualsiasi luogo e in qualunque momento e, solitamente, senza sintomi che lo precedano. Meno del 5% dei soggetti colpiti sopravvive, poiché l'intervento di primo soccorso, purtroppo, non giunge in tempo. Effettuare una Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) nei primissimi minuti dopo l’evento è quindi indispensabile per aumentare notevolmente le possibilità di sopravvivenza. Tutto si gioca sulla variabile tempo ed ecco perché diventano essenziali i programmi di defibrillazione precoce nelle aree pubbliche, dove la presenza di persone è più elevata. Tali programmi, richiesti e sostenuti da organizzazioni particolarmente lungimiranti, forniscono defibrillatori semiautomatici esterni e la necessaria preparazione per garantire il corretto utilizzo di tali dispositivi in centri commerciali, aeroporti, aziende, centri benessere e persino in intere città, ponendo così le condizioni per una diffusione più capillare di uno strumento e di una pratica che possono determinare davvero la salvezza di decine di vite umane. Philips Healthcare e Laerdal, partner commerciali sul tema in oggetto, contribuiscono da anni a diffondere la presenza dei defibrillatori nei luoghi dove possono essere impiegati più efficacemente e rapidamente in caso di bisogno. Occorre però un’ulteriore fase di sensibilizzazione che possa spingere sempre più entità interessate a diventare promotori della defibrillazione precoce. Ecco perché nasce un evento come il “Defibrillation Day 2008”, che si terrà a Bologna il prossimo 21 novembre, presso l’Hotel Carlton, con il patrocinio di importanti società scientifiche. Sarà l’occasione per mettere a confronto i rappresentanti della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa oltre che esponenti della scuola, dello sport, del lavoro con l’obiettivo comune di fare il punto della situazione sulle normative di legge che riguardano l’argomento e di promuovere evoluzioni normative future oltre che per raccontare le proprie esperienze di successo nella realizzazione di progetti territoriali di defibrillazione. Il “Defibrillation Day” muoverà proprio da recentissimi studi scientifici nazionali e internazionali che dimostrano che la mortalità per arresto cardiaco avviene nel 70% dei casi in ambiente domestico e nel 30% in ambienti extra domestici ad alta presenza di persone e si proporrà di analizzare e promuovere due strategie specifiche per diminuire la mortalità per arresto cardiaco: Ambiente domestico Diffondere l’insegnamento della Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) Se un familiare della persona colpita da arresto cardiaco, grazie ad un opportuno programma di training, fosse in grado di intervenire prima dell’arrivo di un’ambulanza del 118, il paziente potrebbe essere mantenuto in vita con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca/bocca, garantendo così una più elevata percentuale di sopravvivenza o una forte riduzione delle possibili conseguenze negative. Qualche settimana fa è stata in questo senso presentata una proposta di legge d’iniziativa popolare, con 80.000 firme raccolte, per l’introduzione dell’insegnamento del primo soccorso nelle scuole dell’obbligo di 1° e 2° grado. Ambiente extra domestico Dotare le strutture ad alta presenza di persone di un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) Attualmente al Governo è in discussione un decreto di legge che prevede l’ampliamento dell’utilizzo dei DAE alle strutture pubbliche e private adibite al primo soccorso. Tutte queste misure aiuteranno a diffondere sempre più il “potere di salvare una vita” e contribuiranno a rendere la scienza medica e la tecnologia già disponibile una soluzione ancor più capillare al problema dell’arresto cardiaco. |