Philips Research e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” hanno stipulato un accordo di ricerca per lo studio dell’incapsulamento nei globuli rossi di nanoparticelle magnetiche quali agenti di contrasto, al fine di prolungarne il tempo di ritenzione nel sangue. Le nanoparticelle magnetiche, comunemente usate come agenti di contrasto in risonanza magnetica, sono rapidamente rimosse attraverso il fegato quando iniettate come particelle libere, ponendo molti limiti alla loro utilizzazione. Nel corso della collaborazione, la cui durata è prevista per un periodo di circa due anni e mezzo, l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” studierà l’integrazione di nanoparticelle magnetiche nei globuli rossi e le interazioni biologiche nel corpo umano, mentre Philips Research approfondirà le proprietà di questi agenti di contrasto nelle proprie strumentazioni mediche, per poter procedere ad applicazioni nel trattamento di malattie cardiovascolari, tra le maggiori cause di mortalità nel mondo occidentale. “L’uso di nanoparticelle come agenti di contrasto si è rivelato molto promettente nel campo della diagnostica per immagini, ma ottenere un tempo di ritenzione prolungato di queste particelle nel corpo umano è sempre stato una vera sfida” afferma Henk van Houten, senior vice president di Philips Research e direttore del programma di ricerca Healthcare Research. “Grazie alle competenze ed all’esperienza unica dei ricercatori dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” contiamo di prolungare i tempi di ritenzione di queste particelle da minuti ad ore o addirittura a giorni. Ciò aprirebbe la strada ad applicazioni quali il monitoraggio tramite immagine di complessi interventi cardiovascolari, che oggi può richiedere diverse ore”. Questo accordo di ricerca nel campo della salute fa seguito alle partnerships annunciate recentemente con il China Hospital in Cina, con l’University Medical Centers di Maastricht (Olanda) e di Aachen (Germania) e con l’University Medical Center Utrecht in Olanda ed è parte del crescente impegno della Philips nello sviluppo di soluzioni per una migliore cura del paziente. Fattore chiave per il successo di questo progetto è l’effettiva traduzione di nuove idee nella pratica clinica, che richiedono partnership con istituzioni accademiche e mediche leader nella ricerca e nell’applicazione come l’Università di Urbino. “La stretta collaborazione con Philips renderà più veloce la traduzione della nostra invenzione nella pratica clinica” commenta il Prof. Mauro Magnani, Prorettore vicario dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e project leader del NACBO (Novel and Improved Nanomaterials, Chemistries and Apparatus for Nano-Biotechnology), progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del VI Programma Quadro. “Con la nostra tecnologia sarà finalmente possibile l’uso di nuovi costrutti biomimetici che fondono le proprietà dei nanomateriali con quelli delle cellule dei viventi, permettendo in tal modo di sfruttare i reali vantaggi dei nanomateriali nelle applicazioni terapeutiche e nella diagnostica sul paziente.” Philips Research e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” (Urbino, Italy) condurranno una ricerca congiunta su nuovi agenti di contrasto per immagini mediche basate sull’incapsulamento di nanoparticelle magnetiche nelle cellule ematiche. |