| | | | | Suggerimenti e suggestioni per semplificarsi la vita senza perdere senso e sostanza |
| LivingSimplicity, il Festival della Semplicità organizzato da Philips il 18 e il 19 novembre, durante il quale ben 52 ospiti hanno raccontato la loro idea di semplicità e le loro personali ricette per metterla in pratica nella vita di tutti i giorni, ha dato il via ad un ampio dibattito culturale. Dall’evento e dal sito di discussione www.livingsimplicity.it, Philips ha distillato il Manifesto della Semplicità, un documento propositivo che attraverso sei principi guida vuole suggerire soluzioni semplici e proporre un nuovo “livingsimplicity” lifestyle. Il Manifesto è pubblicato on line, distribuito a tutti coloro che hanno partecipato all’evento e veicolato in abbinamento ad alcune testate. |
| Molti sono i fattori che fanno della semplicità un elemento cruciale nell’Italia contemporanea. Secondo Enrico Finzi, sociologo, presidente di Astra Ricerche e ospite del Festival della Semplicità, la non semplicità dell’esistenza è fonte di grande infelicità. L’area dell’insoddisfazione circa la propria vita (che in Italia coinvolge il 44% degli ultra quattordicenni) per ben il 65% coincide con il disagio per l’iper-complessità della vita, e rappresenta uno dei quattro motivi principali dell’infelicità degli italiani insieme alla cattiva qualità delle relazioni interpersonali, all’insufficienza del reddito e all’assenza di senso della propria esistenza. |
| Siamo però ad una svolta : ben il 42% degli italiani è infatti portatore della nuova cultura del “less but better”, del “meno ma meglio”. Il forte bisogno di una vita più semplice e genuina, meno stressante e ansiogena, più lenta e gradevole porta a rovesciare le aspettative mirando ad acquistare e usare meno prodotti ma di miglior qualità e di grande semplicità d’uso e a valorizzare esperienze “non di mercato” (dal riflettere al pregare, dal chiacchierare al fare una passeggiata, a guardare un tramonto, ecc….). Questo 42%, più colto e avanzato della media, sta privilegiando l’assaporare la vita anziché trangugiarla, la qualità rispetto alla quantità, la semplicità rispetto alla complicazione, la tecnologia “user friendly” rispetto a quella invasiva e “time consuming”. |
| Semplicità quindi non come semplicismo o miserabilità ma, al contrario, come punto d’arrivo di un’evoluzione pensata e fortemente voluta. Gli ambiti nei quali è richiesta una semplificazione esistenziale, trovano moltissimi punti di contatto con i principi guida de “Il Manifesto della Semplicità” |
| - nella vita domestica, dove si avverte la necessità di ricorrere a tecnologie accessibili a tutti, senza perdite di tempo. Come indica la dimensione tecnica del “Manifesto”, semplificare la vita diventa una scelta precisa che passa dalla ridefinizione delle proprie priorità e dall’utilizzo della tecnologia come amico quotidiano, discreto e affidabile; - nel lavoro, con un uso “liberatorio” delle tecnologie e con un’organizzazione meno gerarchica e burocratica; - nei rapporti interpersonali, con un approccio più genuino, sincero, aperto, che riconosce, come nella dimensione esistenziale del “Manifesto”, il valore di ciò che conta davvero nella vita; - nelle relazioni d’amore, che si vogliono più schiette, dialogiche, profonde e collaborative perché, come descritto nella dimensione affettiva del “Manifesto”, niente è più semplice della passione e più disarmante dei sentimenti; la semplicità affettiva dimostra come competizione e confronto possano fondarsi sulla fiducia, sul calore umano, sulla semplicità vitale; - nell’utilizzo del tempo libero, voluto più rilassante e “povero”, con meno doveri ed obblighi; la dimensione energetica del “Manifesto” descrive una realtà che vede il talento, l’immediatezza del gesto creativo e la naturalezza del pensiero geniale come elementi forti e chiave dell’esistenza; - nel rapporto col benessere e con la salute, più fondato sulla serena accettazione della propria realtà, compresa quella dell’inevitabile invecchiamento, dato che, come esprime il “Manifesto”, il lusso del futuro è comunque racchiuso nel tempo di vita e nella sua energia. |
| La richiesta di nuovi modi, più semplici, di rapportarsi con il quotidiano, emerge anche da un’indagine internazionale condotta da Tickbox per conto di Philips. Alla domanda “Se potesse semplificare un aspetto della sua vita, quale sarebbe?” in relazione alla sfera pubblica della vita quotidiana, il 37,4 degli italiani mette al primo posto lo shopping, il 22% l’acquisto di una casa, il 15,9% il traffico, l’11,6% i trasporti pubblici e il 6,9% il sistema fiscale. Ponendo la stessa domanda in relazione alla sfera privata, il 37% degli italiani vorrebbe smettere di fare il pendolare, il 20% abolirebbe gli esami scolastici, il 14% preferirebbe non dover cucinare, il 7% preferirebbe evitare di dover incontrare i parenti e l’1% eliminerebbe addirittura l’attività sessuale. Per quanto riguarda la semplificazione della vita in casa, dalla ricerca emerge che il 42,5% degli italiani vorrebbe avere per casa meno cavi, il 35,7% desidererebbe un unico telecomando per gestire tutte le connessioni, il 31,4% vorrebbe dispositivi casalinghi che pensino al nostro posto ( ad esempio una caffettiera che si accende quando suona la sveglia ), il 28,9% desidererebbe un singolo apparecchio con tutto dentro ( computer, DVD, TV, radio, ecc.. ), l’11,4% vorrebbe liberarsi dei vicini di casa e l’1,1% addirittura mandare i figli fuori di casa! |
| E’ evidente, quindi, che la tecnologia sia considerata da gran parte degli italiani (37%) un passaggio fondamentale per la semplificazione della propria esistenza. |
| Il 22% sostiene, inoltre, che la tecnologia aiuta a migliorare l’equilibrio vita-lavoro; per il 19% la tecnologia porta divertimento nella vita di tutti i giorni, mentre il 10% ritiene che faccia risparmiare tempo per se stessi. L’8% degli intervistati afferma che la tecnologia sia un valido supporto per districare i mille impegni giornalieri e solo il 4% ritiene non sia di grande aiuto. Coerenti con questa impostazione di pensiero, alla domanda “Di quale dei seguenti prodotti non potrebbe proprio fare a meno?”, ben il 47% degli italiani ha dichiarato di non poter assolutamente rinunciare al cellulare e il 16% all’e.mail. |
| La vita, quindi, appare, in diversi aspetti della quotidianità degli italiani, complessa e difficile e la domanda di una maggiore semplicità non è altro che la domanda di tutti per una migliore qualità della vita. |
| “Il Manifesto della Semplicità” si propone proprio questo : le sei facce della semplicità individuate da Philips sono spunti e suggerimenti per portare un po’ più di semplicità nella nostra vita e migliorare il modo in cui la nostra esistenza può essere ancora più ricca di senso. |
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| | | | | | | | | | | PhilipsRoyal Philips Electronics (NYSE:PHG, AEX:PHI), multinazionale olandese con headquarter ad Amsterdam, è una delle più importanti aziende elettroniche del mondo e la più grande d’Europa, con attività focalizzate nei settori healthcare, lifestyle e technology, che rispecchiano la promessa di brand “sense and simplicity”. Con un fatturato di 30,4 miliardi di Euro (2005), occupa circa 126.000 dipendenti in più di 60 paesi ed è leader mondiale di mercato nel settore dei servizi di diagnostica per immagini e monitoraggio dei pazienti, dell’illuminazione, della cura della persona, delle applicazioni domestiche, oltre che nell’elettronica di consumo. Per ulteriori informazioni: www.philips.com/newscenter. |
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